
La Storia
SCOPRI COME È NATA
Nel 1908, il mio bisnonno Domenico Budiani tornò dall’America con un sogno più grande di qualsiasi ricchezza. Con il poco che aveva messo da parte, acquistò una piccola cascina di tre vani e un terreno di 36.000 metri a Bellante, in via Sant’Angelo al Marrano.
Due anni dopo, nel 1910, accanto a quella cascina che oggi non esiste più, costruì la Casa di Terra. Una casa semplice, fatta di mani callose e sacrifici, con due piani: sotto la cantina dove si custodivano vino e provviste, sopra la camera matrimoniale che racchiudeva le notti di una famiglia intera.
Lì nacque e visse mio nonno Berardo Budiani, classe 1905, fino al 1969. Quando tutte le altre famiglie lasciarono le campagne per cercare un futuro diverso in città, anche loro dovettero salutare quel luogo che li aveva visti crescere. Si trasferirono a Sant’Omero, in una casa più vicina al paese.


Mio padre, Domenico Budiani, nato nel 1952, aveva 17 anni quando chiuse quella porta per l’ultima volta. Ancora oggi racconta di come si viveva nella Casa di Terra: una vita fatta di poco, ma piena di dignità e di relazioni vere. Ricorda le 18 famiglie che abitavano il villaggio come un’unica grande famiglia. Ci si aiutava nei campi, si dividevano il pane e la fatica, senza chiedere nulla in cambio.
Oggi, quando torno in quei luoghi, vedo i muri stanchi di questa casa ormai decadente. Eppure, se ascolto in silenzio, sento ancora il respiro di chi l’ha abitata. Ogni pietra, ogni travetto, ogni crepa racconta storie di sacrificio e di speranza.
Nei nostri terreni vivono ancora cento piante di ulivo, un bosco di diecimila metri e, dal 2020, una giovane piantagione di seicento piante da tartufo, segno che la terra può rinascere, se la si ama.
Tutto il vissuto del mio bisnonno Domenico, di mio nonno Berardo e di mio padre Domenico non è soltanto un ricordo da custodire, come lui ha fatto con dedizione. La mia idea è di rivivere questi luoghi e di renderli di nuovo vivi, come una volta.
Voglio creare qui un primo insediamento per un’attività rurale specializzata e dare vita a un turismo sostenibile, capace di far conoscere le tradizioni, le condizioni di vita e i mestieri di un tempo.
Desidero essere partecipe in prima persona della ristrutturazione di questa casa, restituendole la forza e il vigore di un tempo. Voglio che diventi un esempio per tutte le altre case in terra cruda che meritano di essere recuperate e valorizzate.
Perché il passato è parte integrante del nostro futuro, e non possiamo dimenticarlo né abbandonarlo.
E se anche a voi piacciono i luoghi che hanno un’anima, venite a scoprire la Casa di Terra e questa terra antica che ancora oggi custodisce memorie, radici e sogni.




PROGETTO: CASA BUDIANI Edificio Rurale in Terra Cruda
PNRR[M1.C3 - INVESTIMENTO 2.2]
finanziato dall'Unione Europea - NextGenerationEU
"Protezione e valorizzazione dell'architettura e del paesaggio rurale"
Codice CUP:C59F22000120004
L'intervento di recupero di CASA BUDIANI è finalizzato alla volorizzazione di una delle case di terra censite dalla Regione Abruzzo. Tale valorizzazione passa anche attraverso interventi compatibili, che attualizzino questo bene alla vita contemporanea mediante l'inserimento di un'impiantistica, che coniughi efficienza e sostenibilità.Elemento quest'ultimo caratteristico della casa di terra, che di per sé è realizzata a km 0, utilizzando la stessa terra che si trova alla base della casa, che è, quindi, fatta di una materia completamente riciclabile.In particolare, sono stati eseguiti lavori volti al miglioramento sismico della struttura muraria originale, reintegrando le parti ammalorate, utilizzando la stessa tecnica, "il massone", un impasto di terra, paglia e acqua con cui si formano dei pani che vengono montati a fresco a realizzare una muratura monolitica.L'obiettivo del recupero è di conservare la memoria familiare, risalente ai primi del '900 con la costruzione della casa da parte del nonno dell'attuale proprietario, riportando in vita sia la casa che le attività agricole ad essa connesse, anche in un'ottica turistico-culturale.


